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Aloe Arborescens - per la bellezza e la salute del mio corpo!

Karin Fogli

Sono sempre stata affascinata dall'aloe .... ma l'avete mai analizzata? Decisamente elegante, sinuosa con delle spine laterali e un'anima interna assolutamente straordinaria. Ricorda un po' le le donne. 
Io ce l'ho in casa da sempre. Sia aloe vera che l'arborescens. Ma devo dire che per i trattamenti sia di bellezza che di salute uso l'arborescens. Vi scrivo una ricetta incredibile di Padre Romano Zago, molto semplice da preparare. Non è altro che un semplice frullato composto da tre ingredienti: 
Aloe Arborescens, miele e grappa. 
Ottimo elisir per la salute e per la bellezza. Se stiamo bene dentro la nostra pelle ci ringrazia!
Innanzitutto, per chi volesse comprendere il processo di produzione di questo composto naturale, vediamo come avviene la raccolta dell'Aloe. E' importante raccogliere le foglie da una pianta di Aloe Arborescens coltivata biologicamente, possibilmente lontano da fonti di inquinamento (strade, fabbriche, discariche, etc.) e che abbia almeno 4 anni di vita. Una pianta più anziana ha maggiori proprietà rispetto una pianta giovane. Scegliete le foglie né troppo in alto, in quanto troppo giovani, né troppo in basso, perché troppo vecchie e probabilmente ingiallite o per metà secche, o appassite.
E’ importante che la pianta venga coltivata con esposizione al sole, visto che è proprio la luce del sole ad incrementarne le proprietà curative dell’Aloe. Una pianta tenuta in ombra avrà meno gel, meno principi attivi, le sue foglie saranno più piccole e di conseguenza la cura sarà molto meno efficace.
Prima regola. Prima di effettuare la raccolta delle foglie è importante che la pianta non sia stata innaffiata per almeno 7-8 giorni. In questo modo, quando andremo a raccogliere le foglie esse avranno una maggior concentrazione di principi attivi, migliorando di fatto l’efficacia del composto.
Seconda regola. La raccolta va effettuata quando il sole è basso (alba-tramonto), oppure quando è del tutto assente. La luce del sole distrugge velocemente i principi attivi contenuti nella foglia, quindi è importante lavorare quando l’irradiazione solare è scarsa, o ancora meglio assente.
Aloe Arborescens
Perché l’Aloe Arborescens e non l’Aloe Vera?
 Perché l’Aloe Vera o “Barbadensis”, rispetto all’Aloe Arborescens, contiene un 30% in meno di principi attivi utili per combattere il cancro. Per questo motivo la specie Arborescens è da preferire.
Il miele
Il miele veicola le sostanze curative contenute nella foglia, fino ai punti più remoti dell’organismo umano, consentendo all’Aloe di esercitare la sua azione benefica. E’ importante scegliere un miele biologico.
La grappa
La grappa ha tre funzioni importanti.
  • La prima è quella di vasodilatatore. Specialmente nelle persone più anziane, ma questo concetto è valido per tutti, vasi sanguigni più dilatati rendono l’azione depurativa dell’Aloe e del miele più efficace e più veloce.
  • La seconda è quella di migliorare ed allungare i tempi di conservazione del preparato.
  • La terza funzione è anche la più importante. Uno dei principi attivi più importanti dell’Aloe è l’aloina, un liquido viscoso e giallastro con proprietà lassative e anti cancerogene. Se non fosse sciolto nel distillato, l’organismo umano non sarebbe in grado di assorbirlo integralmente.
 
Preparazione del frullato
Veniamo ora alla preparazione vera e propria della ricetta di Padre Romano Zago. Una volta raccolte le foglie è importante agire il più velocemente possibile, perché col tempo le foglie di Aloe tendono a perdere le loro proprietà medicamentose. Questo è valido per l’Aloe Arborescens, quanto per tutte le piante officinali.
Anche la preparazione è meglio effettuarla nella semi oscurità, perché anche la luce artificiale può danneggiare i principi attivi dell’Aloe. Una volta raccolte le foglie sarà bene pulirle da polvere e ragnatele, utilizzando uno straccio un po’ umido, oppure asciutto e passandolo sopra i due lati della foglia.
E’ molto importante non bagnare le foglie mettendole direttamente a contatto con l’acqua. Una volta pesate (ricordo che ne servono 350 g) si procede tagliando le spine ai lati della foglia e tagliando a pezzettini le foglie.
ATTENZIONE: si tolgono solo le spine, mentre il resto della buccia non va assolutamente tolta, in quanto in essa sono contenuti altri principi attivi che si sommano a quelli contenuti nel gel.
Fatto ciò si mette tutto nel frullatore: 
500 g di miele biologico, 350 g di foglie d’Aloe Arborescens e 40-50 ml di grappa (o di un altro distillato come whiksy e cognac). Frullate bene e la ricetta di Padre Romano Zago è bella che pronta. Vi avviso l’Aloe è molto amara, ma con l’aggiunta del miele va giù abbastanza bene.
Il frullato non va filtrato e non va aggiunta assolutamente acqua. Andrà posto all’interno di un recipiente di vetro, ben sigillato e ricoperto con dell’alluminio per impedire il passaggio della luce.
Il recipiente andrà poi conservato in frigorifero, nello scomparto di frutta e verdura. (colazione, pranzo e cena). Prima di assumere il preparato è importante agitare bene il recipiente 10gg di fila.
Le dosi consigliate sono 3 cucchiai al giorno, 20-30 minuti prima dei tre pasti principali (colazione, pranzo e cena). Prima di assumere il preparato è importante agitare bene il recipiente. 
Su di me ha un effetto di immediato benessere, come se mi rendesse immune dai sintomi di debolezza e affaticamento tipici dei malanni autunnali e invernali! E voi l'avete mai provata? Raccontatemi le vostre esperienze! 
Karin

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